Immagina di percorrere 7 chilometri immerso nella natura più autentica della campagna romana, circondato da una biodiversità straordinaria e da testimonianze storiche che attraversano secoli di storia. Questo è il sentiero Trilussa, un'area naturalistica poco conosciuta ma ricca di fascino che collega Vitinia alla storica Osteria di Malpasso.
La storia dimenticata di un luogo straordinario
Le radici nobiliari del tracciato
Il sentiero Trilussa non nasce per caso. La sua origine è strettamente legata al Casale Malpasso, un'osteria che dal 1910 rappresenta un punto di riferimento per chi attraversa questa zona. All'inizio del Novecento, quando la famiglia reale faceva il suo ingresso nella tenuta di Castelporziano, questo casale fungeva da punto di sosta privilegiato.
Ma c'è di più. Artisti, poeti e scrittori dell'epoca avevano fatto di Malpasso il loro rifugio campestre ideale. Qui si riunivano per discutere, scrivere, ispirarsi lontano dal caos cittadino. La campagna romana offriva loro quella pace creativa che Roma, già all'epoca, faticava a garantire.
La scoperta che ha cambiato tutto
Un sentiero abbandonato, che oggi rinasce.
L'origine di questo sentiero è avvenuta grazie al Casale Malpasso, osteria al giorno d'oggi posizionata alla fine del percorso e gestita da generazioni, che spesso ospitava la famiglia reale quando faceva il suo ingresso nella tenuta di Castelporziano.
Infatti all'inizio del Novecento, questo Casale era luogo di ritrovo per artisti, poeti e scrittori che spesso si rifugiavano in campagna per discutere e trascorrere le giornate insieme. Recentemente però, l'attuale proprietaria ricevette una chiamata dal Museo di Roma a Trastevere, siccome dall'archivio era spuntata una foto, in cui si riconosceva chiaramente Trilussa, famoso poeta romano, in compagnia di altre persone proprio davanti all'osteria. Così, in seguito a questa scoperta, il presidente del Comitato del quartiere di Vitinia presentò un progetto per un percorso ciclo-pedonale che attraversava la riserva, dando origine al sentiero Trilussa.
Ma solo nel 2022 la commissione Ambiente e Urbanistica del Municipio IX ha riconosciuto ufficialmente il percorso ciclo-pedonale. Nonostante ciò, si sta cercando di far riconoscere il sentiero sia dal punto di vista ambientalistico che storico, perché vi sono anche manufatti bellici della Seconda Guerra Mondiale e aree archeologiche all'interno del percorso.
Gli obiettivi del progetto di riqualificazione
La realizzazione di quest'area ha l'obiettivo principale di promuovere iniziative per favorire il turismo lungo l'intero tracciato del Sentiero Trilussa, al fine di garantire la libertà di accesso e di fruizione a tutti in queste aree naturali protette.
Oggi il sentiero rappresenta molto più di un semplice percorso naturalistico. È un corridoio verde che connette storia, cultura e ambiente, offrendo ai romani e ai turisti un'esperienza unica a due passi dalla città. Il lavoro di valorizzazione continua: sono stati installati pannelli informativi, predisposti punti di sosta attrezzati e sistemati i tratti più difficoltosi per renderli accessibili a tutti.
Trilussa: il poeta del popolo romano
Chi era Carlo Alberto Salustri
Il famoso poeta romano Trilussa e il sentiero a lui dedicato.
Trilussa rimane uno dei poeti più amati e influenti d'Italia. Nato come Carlo Alberto Salustri nel 1871, Trilussa emerse come una figura letteraria i cui versi catturarono l'essenza della vita romana e le lotte della gente comune, dando un senso di autenticità e di familiarità al suo lavoro. Il suo stile di scrittura unico, caratterizzato da una sottile miscela di umorismo, satira e l'uso del dialetto romano, rivoluzionò la scena letteraria italiana durante il '900.
I suoi versi erano concisi ma potenti, trasmettevano messaggi toccanti con poche parole ben scelte. Trilussa aveva un talento per trovare l'umorismo nel mondano e catturare l'essenza delle esperienze umane in un modo relazionabile e coinvolgente.
Il legame con Malpasso
Durante la sua vita il famoso poeta frequentò l'Osteria di Malpasso, che opera dal 1910, posta ad oggi alla fine del sentiero Trilussa.
Qui Trilussa trovava quell'atmosfera genuina che alimentava la sua ispirazione. Seduto ai tavoli dell'osteria, osservava la gente, ascoltava le loro storie, coglieva le sfumature del parlato romano che poi riversava nelle sue poesie. Non era un frequentatore occasionale: Malpasso rappresentava per lui un luogo dell'anima, dove la romanità autentica si esprimeva senza filtri.
L'eredità letteraria che vive ancora oggi
La scelta di intitolare questo sentiero a Trilussa non è casuale. Come il poeta seppe raccontare Roma attraverso il dialetto e la vita quotidiana, così questo percorso racconta la campagna romana nella sua forma più vera. Camminando tra i suoi 7 chilometri, puoi quasi sentire l'eco dei versi di Trilussa che descrivevano proprio questi paesaggi, queste atmosfere, questa natura che resiste al tempo e alla modernità.
Un territorio ricco di stratificazioni storiche
Tre riserve naturali che si incontrano
La zona
Il percorso fu creato dal Comitato di Vitinia e confina con ben altre tre aree protette: la Riserva Litorale Romano, la Riserva Tenuta presidenziale di Castelporziano ed il Parco Regionale di Decima Malafede.
Questa posizione strategica rende il sentiero Trilussa un corridoio ecologico di importanza fondamentale. Gli animali possono spostarsi liberamente tra le diverse aree protette, garantendo un flusso genetico essenziale per la sopravvivenza delle specie. Per noi visitatori, significa attraversare microambienti differenti nello spazio di pochi chilometri, con una varietà paesaggistica sorprendente.
Tracce di guerra e depositi militari
Il percorso confina anche con l'area militare, una distesa enorme di verde, trasformata a causa delle guerre in deposito carburanti. Al suo interno la natura cerca di prendere il sopravvento sulla storia, anche sull'antica villa romana un tempo di Lucio Fabio Cilone, senatore e amico dell'Imperatore Settimio Severo.
Camminando lungo alcuni tratti, noti ancora i segni della Seconda Guerra Mondiale. Bunker semisepolti, strutture in cemento armato invase dalla vegetazione, tracce di quello che fu un sistema difensivo o logistico. La natura sta lentamente riprendendo possesso di questi spazi, ma le cicatrici della storia rimangono visibili, raccontando capitoli drammatici del nostro passato recente.
Tesori archeologici romani nascosti
Inoltre in quest'area gli scavi effettuati hanno riportato alla luce mausolei, sarcofagi, lasciando supporre la presenza di un'area cimiteriale dove, secondo fonti letterarie, sono presenti le spoglie di San Ciriaco.
L'area archeologica legata a Lucio Fabio Cilone rappresenta uno dei ritrovamenti più interessanti. Questo senatore romano, vissuto tra il II e il III secolo d.C., possedeva qui una villa di notevoli dimensioni. Gli scavi hanno rivelato pavimenti a mosaico, resti di terme private e un sistema idrico sofisticato. Ma è la necropoli associata alla villa a catturare maggiormente l'attenzione degli archeologi.
Il geosito vulcanico
Lungo il sentiero Trilussa è anche presente un geosito, localizzato in prossimità dell'incrocio tra Via del Risaro e Via Massa Fiscaglia, con una lunghezza complessiva di circa 10 metri.
Si tratta di un deposito piroclastico massivo, riferibile ad una eruzione di grande volume del vulcano dei Colli Albani.
Questo affioramento geologico rappresenta una finestra temporale che ci riporta indietro di centinaia di migliaia di anni. Osservando gli strati di materiale vulcanico, puoi leggere la storia eruttiva dei Colli Albani come se fosse un libro aperto. Le tonalità grigie e rossastre della roccia, la grana del materiale piroclastico, tutto racconta di esplosioni violente che modellarono questo territorio molto prima che Roma esistesse.
La biodiversità del sentiero Trilussa
Mammiferi e fauna selvatica
Un po' di fauna e biodiversità.
All'interno dell'area è presente una fauna diversificata, infatti è facile intravedere cinghiali, mucche e cavalli al pascolo brado, ma anche aironi, germani reali e porciglioni. Vi sono anche numerosissime specie vegetali lungo il percorso, come il leccio, il noce nero, il salice bianco e la quercia inglese, a cui lo stesso Trilussa dedicò una delle sue poesie.
I cinghiali sono gli abitanti più sfuggenti ma anche i più presenti. Li incontri spesso all'alba o al tramonto, quando escono dalle zone più fitte per cercare cibo. Non avvicinarti mai, soprattutto se ci sono cuccioli: mantieni sempre una distanza di sicurezza e goditi lo spettacolo della fauna selvatica nel suo ambiente naturale.
Le mucche e i cavalli al pascolo brado creano un'atmosfera quasi western. Questi animali vivono in condizioni semi-naturali, contribuendo anche alla gestione del territorio attraverso il pascolo controllato che previene l'eccessiva crescita della vegetazione arbustiva.
Uccelli e avifauna acquatica
Gli aironi cenerini sono i signori delle zone umide presenti lungo il percorso. Questi eleganti trampolieri cacciano pesci e anfibi con movimenti lenti e precisi, offrendo uno spettacolo naturalistico di rara bellezza. Se hai un binocolo, questo è il posto giusto per portarlo.
I germani reali popolano invece gli specchi d'acqua più tranquilli, mentre i porciglioni, più timidi e riservati, preferiscono la fitta vegetazione ripariale. Con pazienza e silenzio, puoi avvistare anche gallinelle d'acqua, folaghe e, nei periodi migratori, specie più rare che utilizzano questa zona come corridoio di spostamento.
La ricchezza botanica
La vegetazione del sentiero Trilussa racconta la storia della campagna romana. Il leccio, albero sempreverde tipico della macchia mediterranea, convive con specie introdotte come il noce nero americano, testimonianza di rimboschimenti del passato.
Il salice bianco segna i corsi d'acqua e le zone umide, con i suoi rami flessibili che per secoli hanno fornito materiale per l'intreccio di cesti. La quercia inglese, invece, è un'essenza più rara in questa zona, e per questo ancora più preziosa. Trilussa le dedicò versi memorabili, celebrando la maestosità e la longevità di questi alberi monumentali.
Pannelli didattici e informazione naturalistica
Di tutta la flora e la fauna presenti, puoi trovare numerose informazioni sui cartelli situati lungo il percorso, che forniscono agli appassionati molte informazioni, come la descrizione, l'habitat, l'origine ed anche parecchie illustrazioni, permettendoti così di conoscere meglio ciò che ti circonda. Oltre a questi cartelli sono anche presenti avvisi di non gettare rifiuti lungo il percorso, per rispetto dell'ambiente e riuscire a tutelare questo luogo per noi e le generazioni future.
I pannelli sono stati progettati per essere accessibili a tutti, con testi chiari e illustrazioni di qualità che aiutano anche i meno esperti a riconoscere le specie presenti. Alcuni pannelli includono QR code che rimandano a contenuti multimediali aggiuntivi: foto, video, registrazioni di canti di uccelli.
Bug hotel: rifugi per la piccola fauna
Lungo il sentiero sono anche presenti diversi "bug hotel", ossia dei rifugi artificiali per insetti. Averne uno nell'orto o in giardino è come dare ospitalità a un esercito di alleati nella lotta biologica contro molte infestazioni delle piante, come gli afidi e le cocciniglie. Questi inoltre sono molto importanti per la difesa della biodiversità. Tutti gli esseri viventi hanno un ruolo in natura, anche gli insetti, e perderne la varietà e la ricchezza a causa dell'abuso di insetticidi è un delitto.
Questi piccoli hotel ecologici sono strutture in legno con fori di diverse dimensioni, riempiti con materiali naturali come canne di bambù, legno forato, pigne, corteccia. Ogni "camera" è pensata per ospitare insetti specifici: le api solitarie, le coccinelle, le forbicine, le crisope. Tutti insetti utilissimi per l'equilibrio ecologico.
Osservare un bug hotel popolato è un'esperienza affascinante. Puoi vedere api solitarie che entrano ed escono dai fori, portando polline per nutrire le loro larve. Oppure coccinelle che si rifugiano per l'inverno, ammassate in piccoli gruppi per proteggersi dal freddo.
Il Teatro Gigi Proietti: cultura nel verde
Un omaggio a un grande artista romano
Teatro Gigi Proietti
Nel sentiero Trilussa è presente anche un'area denominata Teatro Gigi Proietti. In questo luogo sono presenti sedie, tavoli, una scacchiera e una zona colorata sopraelevata, come fosse un vero e proprio teatro. Questo posto è stato dedicato a Gigi Proietti, un attore, comico, cantante, conduttore televisivo e tanto altro, poiché egli era portatore di grandi valori, un vero innamorato della cultura, che per questo riuscì a fare sue le poesie di Trilussa, che scriveva di vita, società, politica, con tono malinconico.
Il Teatro Gigi Proietti non è solo uno spazio fisico, ma rappresenta l'anima culturale del sentiero. Qui si organizzano letture di poesie, piccoli concerti, rappresentazioni teatrali all'aperto che riportano in vita l'atmosfera degli incontri che animavano questi luoghi un secolo fa.
Uno spazio di aggregazione comunitaria
La scacchiera gigante attira appassionati di tutte le età. È bello vedere nonni che insegnano ai nipoti le mosse degli scacchi, o gruppi di amici che sfidano passanti occasionali. I tavoli e le sedie invitano a sostare, a fare merenda, a chiacchierare senza fretta.
La piccola piattaforma colorata diventa palcoscenico per chiunque abbia qualcosa da dire o da condividere. Durante le belle giornate non è raro trovare musicisti improvvisati, poeti dilettanti, narratori di storie che animano questo spazio con creatività e spontaneità.
Eventi culturali e iniziative locali
Il Comitato di Vitinia organizza periodicamente eventi culturali proprio in questa area. Dalle letture di poesie di Trilussa alle serate dedicate al cinema all'aperto, fino a iniziative per famiglie e bambini. Il Teatro Gigi Proietti rappresenta la dimostrazione che cultura e natura possono convivere perfettamente, arricchendosi a vicenda.
Consigli pratici per visitare il sentiero
Attrezzatura consigliata
Cose da sapere
Per te alcuni consigli da sapere prima di percorrere il sentiero Trilussa: indossa scarponcini da trekking.
Il fondo del sentiero varia da tratti ben battuti ad aree più sconnesse dove radici e sassi rendono il cammino meno agevole. Scarponcini con una buona suola antiscivolo e caviglia protetta sono la scelta migliore, soprattutto dopo le piogge quando il terreno può diventare fangoso.
Porta acqua a sufficienza e un pranzo al sacco
Lungo il percorso non trovi fontanelle né punti di ristoro prima di arrivare all'Osteria di Malpasso. Calcola almeno un litro e mezzo di acqua per persona, soprattutto nei mesi caldi. Il pranzo al sacco è d'obbligo: le panchine attrezzate offrono punti di sosta ideali per una pausa rigenerante immersi nella natura.
Aspetti sociali e aggregativi
Il sentiero è un vero e proprio luogo di incontro per tutti gli abitanti di Vitinia, perciò è un'area adatta per conoscere persone nuove, ma anche ottima per i bambini per poter giocare con i vari oggetti presenti, tra cui sedie, tavoli e scacchiere.
La dimensione comunitaria è uno degli aspetti più belli del sentiero Trilussa. Qui si crea facilmente conversazione, si scambiano consigli su percorsi e avvistamenti, si condividono esperienze. Per i bambini è un parco giochi naturale dove imparare a rispettare l'ambiente divertendosi.
Le casette dei libri
Lungo il percorso sono sistemate anche numerose panchine con accanto casette con diversi libri, che puoi prendere in prestito o, se ci sono tuoi libri che non leggi più o non vuoi tenere, puoi lasciarli per gli altri.
Queste piccole biblioteche all'aperto funzionano secondo il principio del bookcrossing: prendi un libro, lascia un libro. L'iniziativa ha avuto un successo straordinario. Le casette sono sempre fornite di titoli vari, dai classici ai romanzi contemporanei, guide naturalistiche, raccolte di poesie.
È bellissimo sedersi su una panchina, sfogliare un libro mentre il vento fa frusciare le foglie degli alberi, sentirsi parte di una comunità di lettori che condivide la passione per la cultura e la natura.
Come raggiungere il sentiero Trilussa
Collegamenti con Roma
Raggiungere il sentiero Trilussa è semplice grazie alla linea ferroviaria Roma-Lido. Scendi alla fermata di Vitinia e in pochi minuti a piedi sei all'ingresso del percorso. La comodità dei collegamenti rende questo sentiero accessibile anche a chi non dispone di auto propria.
Se viaggi in auto, puoi parcheggiare nelle vicinanze della stazione di Vitinia o in alcune aree attrezzate segnalate lungo Via del Risaro. Durante i fine settimana, soprattutto in primavera e autunno, è consigliabile arrivare presto per trovare posto.
Accessibilità universale
L'attenzione all'accessibilità è uno dei punti di forza del sentiero Trilussa. I tratti principali sono percorribili anche con carrozzine e sedie a rotelle, permettendo a tutti di godere delle bellezze naturalistiche dell'area. Alcune zone più impervie presentano percorsi alternativi per garantire comunque la continuità del tracciato.
Per chi ha cani, questo è un paradiso: sono ammessi e troverai molti altri padroni con i loro amici a quattro zampe. Ricorda sempre di portare con te sacchetti per le deiezioni e mantieni il cane al guinzaglio nelle aree più frequentate per rispetto degli altri visitatori e della fauna selvatica.
Il futuro del sentiero Trilussa
Progetti di ampliamento
Le istituzioni locali stanno lavorando a progetti di ampliamento che prevedono il collegamento con altri percorsi naturalistici della zona, creando una vera e propria rete di sentieri che possa abbracciare tutta la periferia sud di Roma. L'obiettivo è valorizzare questo patrimonio naturalistico e culturale rendendolo sempre più fruibile e conosciuto.
Si parla anche di implementare servizi come noleggio biciclette, visite guidate tematiche, percorsi didattici per scuole. Il sentiero Trilussa potrebbe diventare un punto di riferimento per l'educazione ambientale e storica nell'area metropolitana romana.
Sfide di conservazione
Mantenere un sentiero naturalistico richiede impegno costante. Il Comitato di Vitinia e i volontari locali organizzano giornate di pulizia e manutenzione, ma serve anche la collaborazione di tutti i visitatori. Rispettare la natura, non lasciare rifiuti, non danneggiare la vegetazione sono comportamenti essenziali per preservare questo tesoro.
Il riconoscimento ufficiale del sentiero dal punto di vista ambientalistico e storico rappresenterebbe un passo fondamentale per accedere a fondi e risorse per la sua tutela. Le testimonianze archeologiche e i manufatti bellici presenti meritano una valorizzazione adeguata che possa trasformare il sentiero in un vero e proprio museo a cielo aperto.
Quando visitare il sentiero
Le stagioni ideali
Ogni stagione offre un volto diverso del sentiero Trilussa. La primavera esplode di colori con le fioriture e il canto degli uccelli che nidificano. Le temperature miti rendono il cammino piacevole e la natura è nel suo momento di massima vitalità.
L'autunno regala atmosfere malinconiche che Trilussa stesso avrebbe apprezzato. Le foglie che cambiano colore, la luce radente del sole che filtra tra i rami, l'aria fresca e pulita creano scenari perfetti per fotografie e momenti di riflessione.
L'estate richiede qualche precauzione in più per il caldo, ma le zone ombreggiate offrono riparo e i primi mattini regalano avvistamenti faunistici straordinari. L'inverno, infine, mostra il sentiero nella sua essenzialità, con una bellezza austera che fa apprezzare la struttura del paesaggio senza le distrazioni del fogliame.
Orari consigliati
Le ore migliori per percorrere il sentiero sono quelle del mattino presto o del tardo pomeriggio. In questi momenti la fauna è più attiva, la luce è perfetta per le fotografie e trovi meno affollamento. Durante le ore centrali della giornata estiva, il caldo può renderlo meno piacevole, anche se le zone alberate offrono sempre un po' di sollievo.
Il tramonto al sentiero Trilussa è uno spettacolo da non perdere. I colori del cielo che si riflettono sulle zone umide, le sagome degli alberi che si stagliano contro il rosso del sole calante, il silenzio che lentamente avvolge il paesaggio creano un'esperienza indimenticabile.