Intrattenimento

Teatro dell'Opera Di Roma

Piazza Beniamino Gigli, 00184 Roma (RM) • +39 06 481 601

Il Tempio della Lirica e del Balletto nella Città Eterna

Il Teatro dell'Opera di Roma rappresenta uno dei templi della cultura musicale italiana e internazionale, un'istituzione che da oltre centoquarant'anni porta sul palcoscenico capolavori operistici e balletti di straordinaria bellezza. Situato nel cuore della capitale italiana, in Piazza Beniamino Gigli, questo teatro storico costituisce un punto di riferimento imprescindibile per gli appassionati di opera lirica e danza classica, nonché una delle istituzioni culturali più prestigiose d'Europa. La sua storia affascinante, intrecciata con quella della nascita della Roma capitale, ne fa non solo un luogo di spettacolo ma un vero e proprio monumento vivente della cultura italiana.

Le Origini: Il Sogno di Domenico Costanzi

La storia del Teatro dell'Opera di Roma inizia con la visione imprenditoriale di Domenico Costanzi, costruttore marchigiano giunto a Roma a metà dell'Ottocento in cerca di fortuna. Quando la capitale del Regno d'Italia fu trasferita a Firenze e poi a Roma, la città si trovava priva di un teatro adeguato alla sua nuova importanza politica e culturale. Costanzi intuì questa mancanza e decise di colmarla, investendo risorse personali nella realizzazione di un teatro lirico degno della nuova capitale.

Nel milleottocentosettantanove affidò il progetto all'architetto milanese Achille Sfondrini, specialista nella costruzione di teatri e maestro nell'arte dell'acustica architettonica. In soli diciotto mesi, un tempo record considerando le tecnologie dell'epoca, venne eretto un edificio teatrale sul sito dove anticamente sorgeva la Villa di Elagabalo. Sfondrini progettò una struttura a ferro di cavallo concepita come vera e propria cassa armonica, privilegiando l'impianto acustico per esaltare la sonorità delle opere rappresentate. Tre ordini di palchi, un anfiteatro e una galleria ospitavano inizialmente duemiladuecentododici spettatori, sormontati da una splendida cupola affrescata dal pittore perugino Annibale Brugnoli.

L'inaugurazione avvenne il ventisette novembre milleottocentottanta alla presenza del re Umberto Primo di Savoia e della regina Margherita, con l'esecuzione della Semiramide di Gioachino Rossini. Il Teatro Costanzi, come venne inizialmente chiamato dal nome del suo fondatore, aveva finalmente regalato a Roma la sua casa per l'opera. Un particolare curioso riguardava il collegamento sotterraneo con l'Hotel Quirinale, costruito anch'esso da Costanzi lungo Via Nazionale: questo passaggio garantiva agli artisti la massima privacy, permettendo loro di raggiungere il palcoscenico senza essere disturbati dal pubblico.

L'Epoca delle Prime Assolute: Quando il Costanzi Faceva la Storia

Nonostante le difficoltà economiche che costrinsero Domenico Costanzi a impegnare beni personali per mantenere il teatro, l'impresa artistica si rivelò straordinaria. Il Costanzi divenne il palcoscenico di prime assolute che avrebbero segnato la storia della musica italiana e mondiale. Il diciassette maggio milleottocentonovanta debuttò la Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, opera in un atto che rivoluzionò il melodramma italiano inaugurando la stagione del verismo musicale. Il successo fu travolgente, con Gemma Bellincioni e Roberto Stagno protagonisti indimenticabili.

Il trentuno ottobre milleottocentonovantuno fu la volta dell'Amico Fritz, sempre di Mascagni, che confermò il talento del compositore livornese. Ma fu Giacomo Puccini a legare il proprio nome in modo indissolubile al teatro romano. Il quattordici gennaio millenovecento andò in scena per la prima volta assoluta la Tosca, opera ambientata proprio a Roma che racconta la tragica storia d'amore tra la cantante Floria Tosca e il pittore Mario Cavaradossi sullo sfondo dei moti rivoluzionari. Questa prima rappresentazione, nonostante alcune contestazioni iniziali, avrebbe consegnato alla storia uno dei capolavori assoluti del repertorio operistico.

Puccini tornò al Costanzi nel millenovecentoundici per la prima italiana della Fanciulla del West, diretta nientemeno che da Arturo Toscanini, il più grande direttore d'orchestra italiano di tutti i tempi. Nel millenovecentodiciannove fu ancora il teatro romano a ospitare la prima italiana del Gianni Schicchi, l'opera comica del trittico pucciniano. Altri compositori illustri scelsero il Costanzi per le loro prime: Ruggero Leoncavallo vi presentò Maia nel millenovecentodieci, Riccardo Zandonai vi diede Giulietta e Romeo nel millenovecentoventi.

La Trasformazione in Teatro Reale dell'Opera

Nel millenovecentosette la conduzione del teatro passò all'impresario Walter Mocchi, che nel millenovecentododici affidò la direzione artistica alla moglie Emma Carelli, soprano di grande talento che divenne la prima donna a dirigere un grande teatro lirico italiano. La gestione Carelli portò innovazione e audacia nella programmazione, ma le difficoltà economiche persistevano.

La svolta definitiva arrivò nel millenovecentoventisei quando il Comune di Roma acquisì il teatro assumendone la gestione diretta. L'edificio venne chiuso il quindici novembre e affidato all'architetto Marcello Piacentini per lavori di ampliamento e ristrutturazione che ne avrebbero cambiato volto e denominazione. Piacentini rifece integralmente i prospetti esterni conferendo all'edificio un aspetto più monumentale, aumentò di uno i tre ordini di palchi originali portandoli a quattro, e fece installare uno straordinario lampadario di cristallo di Boemia con ventisettemilagocce che ancora oggi illumina la sala ed è considerato il più grande d'Europa.

Il ventisette febbraio millenovecentoventotto il teatro riaprì con la nuova denominazione di Teatro Reale dell'Opera e venne inaugurato con il Nerone di Arrigo Boito diretto dal maestro Gino Marinuzzi. La capienza era stata ridotta per migliorare comfort e visibilità, attestandosi intorno ai millecinquecentosessanta posti attuali. L'acustica eccezionale progettata da Sfondrini rimase intatta, garantendo quella qualità sonora che ancora oggi distingue il teatro romano.

La Nascita della Stagione Estiva alle Terme di Caracalla

Nel millenovecentotrentasette il Governatore di Roma Piero Colonna decise che il Teatro dell'Opera dovesse avere una stagione estiva all'aperto, sul modello del Festival dell'Arena di Verona. Come sede furono individuate le Terme di Caracalla, straordinario complesso archeologico del terzo secolo dopo Cristo. Il palcoscenico progettato da Pericle Ansaldo venne posizionato all'interno di una delle aule situate accanto al tepidarium, e con i suoi millecinquecento metri quadrati di superficie e un boccascena di ventidue metri divenne il palcoscenico più grande del mondo.

La platea, divisa in sei settori, poteva ospitare ottomila spettatori seduti sotto il cielo stellato di Roma, circondati dalle rovine monumentali illuminate artisticamente. L'inaugurazione avvenne con la Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti e la Tosca di Puccini. Da allora, la stagione estiva alle Terme di Caracalla è diventata uno degli eventi culturali più attesi dell'estate romana, offrendo uno scenario unico al mondo dove l'arte lirica dialoga con l'archeologia in una fusione emozionante tra antico e moderno.

La Scuola di Ballo e il Corpo di Ballo

Nel millenovecentoventotto, contestualmente alla trasformazione in Teatro Reale dell'Opera, venne istituita la Scuola di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma. I primi direttori furono Ileana Leonidov per le allieve e Dmitri Rostov per gli allievi, entrambi provenienti dalla grande tradizione della danza russa. La scuola non doveva solo formare giovani danzatori ma anche costituire un corpo di ballo stabile che potesse partecipare alle produzioni operistiche e ai balletti autonomi.

Dal dopoguerra ai giorni nostri, il Corpo di Ballo ha potuto contare su maestri e direttori di chiara fama internazionale: Aurel Milloss, Anton Dolin, Erik Bruhn, André Prokovsky, Maya Pliséckaja, Pierre Lacotte, Vladimir Vassiliev, Elisabetta Terabust, Giuseppe Carbone, Amedeo Amodio, Carla Fracci e Micha van Hoecke. Attualmente è diretto dalla straordinaria étoile Eleonora Abbagnato, che ha portato nuova linfa creativa mantenendo la tradizione di eccellenza.

Nel corso della sua storia, la Compagnia ha messo in scena i maggiori balletti della tradizione classica e contemporanea: da Marius Petipa a George Balanchine, da Michel Fokine a Frederick Ashton, da Roland Petit a Leonide Massine, includendo anche coreografi contemporanei come William Forsythe, Christopher Wheeldon e Angelin Preljocaj. Lo Schiaccianoci di Čajkovskij, Il Lago dei Cigni, Giselle, Romeo e Giulietta sono diventati appuntamenti fissi del repertorio, affiancati da creazioni contemporanee che testimoniano la vitalità della danza.

I Grandi Artisti che Hanno Calcato il Palcoscenico

In oltre un secolo di attività, il Teatro dell'Opera di Roma ha ospitato le voci più leggendarie della storia del canto lirico. Enrico Caruso, il tenore napoletano che conquistò il mondo, si esibì più volte sul palcoscenico romano. Beniamino Gigli, nato a Recanati e considerato uno dei più grandi tenori italiani del Novecento, fu protagonista indimenticabile di numerose stagioni. Maria Callas, la Divina, portò al Costanzi la sua interpretazione rivoluzionaria che trasformò l'opera in dramma psicologico totale. Renata Tebaldi, la rivale di Callas dotata di voce calda e vellutata, trionfò in ruoli pucciniani e verdiani.

Montserrat Caballé, soprano catalana dalla tecnica sopraffina, incantò il pubblico romano con la sua Norma e la sua Tosca. Mario Del Monaco, tenore dalla voce possente e dal temperamento vulcanico, fu un Otello leggendario. Giuseppe Di Stefano, tenore dalla voce luminosa e dal fraseggio appassionato, interpretò Rodolfo e Cavaradossi con intensità insuperata. I tre tenori che hanno segnato la fine del Novecento - José Carreras, Plácido Domingo e Luciano Pavarotti - si sono alternati sul palcoscenico dell'Opera romana regalando serate memorabili.

Sul podio si sono alternati i più grandi direttori d'orchestra del mondo: Arturo Toscanini, che impose standard di rigore e perfezione mai visti prima; Herbert von Karajan, maestro assoluto del suono orchestrale; Claudio Abbado, che portò trasparenza e chiarezza interpretativa; Zubin Mehta, dalla bacchetta possente e carismatica; Lorin Maazel, intellettuale della direzione orchestrale; Mstislav Rostropovič, violoncellista e direttore russo di genio; Giuseppe Sinopoli, intellettuale e ricercatore delle profondità della partitura; Riccardo Muti, maestro della tradizione italiana che ha diretto memorabili produzioni verdiane.

Il Teatro Oggi: Programmazione e Attività

Oggi il Teatro dell'Opera di Roma, trasformato in Fondazione di diritto privato, propone una programmazione ricchissima che spazia dal repertorio classico alle produzioni contemporanee. La stagione lirica presenta titoli che vanno da Verdi a Wagner, da Mozart a Puccini, includendo anche opere barocche e creazioni moderne. La stagione di balletto alterna grandi classici come Lo Schiaccianoci, Il Lago dei Cigni e Giselle a coreografie contemporanee che esplorano nuovi linguaggi espressivi.

La programmazione attuale include opere come il Lohengrin di Richard Wagner, uno dei capolavori del romanticismo tedesco che racconta la leggenda del cavaliere del cigno. Il balletto Coppélia di Léo Delibes porta in scena la storia della bambola meccanica in un tripudio di danza classica e pantomima. Lo Schiaccianoci di Čajkovskij diventa l'appuntamento irrinunciabile del periodo natalizio, incantando famiglie e appassionati con le sue musiche immortali e le coreografie fiabesche. La Bohème di Puccini, ambientata nella Parigi romantica degli artisti poveri, continua a commuovere il pubblico con la storia d'amore tra Mimì e Rodolfo.

Il teatro organizza anche concerti sinfonici, recital di canto, conferenze e incontri con artisti. L'attività didattica rivolta alle scuole avvicina i giovani al mondo dell'opera attraverso spettacoli pensati appositamente, visite guidate al teatro e laboratori interattivi. La Fondazione promuove progetti di ricerca musicologica, restauro di partiture antiche e valorizzazione del patrimonio storico conservato nell'archivio e nella biblioteca del teatro.

Varietà e Qualità della Programmazione

La programmazione del Teatro dell'Opera di Roma è studiata per offrire un equilibrio tra grandi capolavori del repertorio e titoli meno conosciuti, così da soddisfare sia il pubblico più esperto sia chi si avvicina per la prima volta all'opera o al balletto. Nel corso di una stagione si possono trovare Verdi, Puccini, Mozart, Wagner, ma anche opere barocche, titoli del Novecento e creazioni contemporanee che esplorano nuovi linguaggi musicali e teatrali.

La stagione di balletto alterna i grandi classici come Il Lago dei Cigni, Lo Schiaccianoci, Giselle e Romeo e Giulietta a serate miste con coreografie moderne firmate da maestri internazionali. Questo permette al pubblico di confrontarsi con la tradizione accademica e allo stesso tempo di scoprire stili coreografici innovativi, spesso presentati in serate evento che uniscono danza, musica e scenografie di forte impatto visivo.

La presenza di direttori d'orchestra, registi e coreografi di fama mondiale, insieme a cast di cantanti e danzatori selezionati con cura, garantisce un livello qualitativo alto e costante. Anche scegliendo uno spettacolo senza conoscerne in dettaglio il titolo, ci sono ottime probabilità di assistere a una produzione artisticamente rilevante, frutto di un lavoro di selezione e preparazione che coinvolge centinaia di professionisti dello spettacolo.

Lo Spazio Fisico: Bellezza Architettonica e Funzionalità

Il teatro attuale, frutto delle ristrutturazioni novecentesche, presenta una facciata austera in stile razionalista che contrasta con il fasto della sala interna. Varcata la soglia, ci si trova immersi in un'atmosfera di eleganza ottocentesca: velluto rosso dei seggiolini, dorature dei palchi, stucchi delle decorazioni. Il maestoso lampadario di cristallo di Boemia domina la sala con le sue ventisettemilagocce scintillanti che si accendono prima dello spettacolo e si spengono progressivamente creando un'atmosfera magica quando le luci di sala si abbassano.

La cupola affrescata da Brugnoli sovrasta gli spettatori creando l'illusione di uno spazio ancora più ampio. L'acustica, preservata attraverso tutte le ristrutturazioni, permette alla voce umana di propagarsi con chiarezza cristallina in ogni angolo della sala senza necessità di amplificazione. Questo aspetto è fondamentale nell'opera lirica, dove la capacità del cantante di proiettare la voce sull'orchestra costituisce l'essenza stessa dell'arte vocale.

Il Teatro dell'Opera di Roma non è solo un luogo di spettacolo ma un'istituzione culturale che custodisce memoria, promuove eccellenza artistica e forma nuove generazioni di musicisti e danzatori. Con oltre duecentosessantacinquemila spettatori e circa duecentonovanta rappresentazioni all'anno, rappresenta uno dei poli culturali più vivaci della capitale, contribuendo a fare di Roma non solo la città dei monumenti antichi ma anche una metropoli culturale contemporanea dove la grande tradizione lirica italiana continua a vivere e rinnovarsi.

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Caratteristiche distintive

Perchè dovresti partecipare almeno una volta ad uno spettacolo al Teatro dell'Opera

Assistere a uno spettacolo al Teatro dell'Opera di Roma non è semplicemente andare a vedere un'opera lirica o un balletto. È vivere un'esperienza totale che coinvolge vista, udito, emozioni e spirito in modo profondo e trasformativo. Anche chi non si considera appassionato di opera o danza classica dovrebbe concedersi almeno una volta questa esperienza, perché rappresenta qualcosa di unico che solo un grande teatro storico può offrire. Ecco i motivi per cui vale la pena varcare quella soglia almeno una volta nella vita.

L'Impatto Emotivo della Voce Umana Non Amplificata

La prima ragione straordinaria per assistere a uno spettacolo operistico dal vivo riguarda la scoperta di cosa può realmente fare la voce umana quando non passa attraverso microfoni o amplificatori. In un'epoca dominata da suoni elettronicamente manipolati, ascoltare un soprano o un tenore proiettare la propria voce sopra un'orchestra di ottanta elementi senza alcun supporto tecnologico rappresenta un'esperienza quasi miracolosa. La potenza fisica di queste voci crea vibrazioni che letteralmente attraversano il corpo degli spettatori, provocando reazioni emotive immediate e viscerali.

L'acustica straordinaria del Teatro dell'Opera di Roma, progettata da Achille Sfondrini come vera cassa armonica, permette alla voce di propagarsi con chiarezza cristallina in ogni angolo della sala. Sentire un cantante eseguire un'aria pucciniana significa percepire ogni sfumatura emotiva: il dolore nella voce di Mimì morente, la passione nel canto di Cavaradossi, la disperazione nell'urlo finale di Tosca. Questa intensità emotiva trasmessa attraverso il puro talento vocale crea connessioni profonde che rimangono impresse nella memoria molto più a lungo di qualsiasi spettacolo registrato.

Trovarsi in un Capolavoro Architettonico Vivente

Entrare nel Teatro dell'Opera significa immergersi in un ambiente di straordinaria bellezza. La facciata austera non prepara alla meraviglia che attende all'interno: il velluto rosso dei seggiolini, le dorature dei quattro ordini di palchi, gli stucchi delle decorazioni, e soprattutto il maestoso lampadario di cristallo di Boemia che domina la sala con le sue ventisettemilagocce scintillanti. Questo lampadario, considerato il più grande d'Europa, crea da solo uno spettacolo quando si accende prima della rappresentazione e si spegne progressivamente mentre le luci di sala si abbassano, preparando il pubblico a entrare nella dimensione magica dello spettacolo.

La cupola affrescata da Annibale Brugnoli nel milleottocentottanta sovrasta gli spettatori creando l'illusione di uno spazio infinito. Sedersi in quella sala significa occupare lo stesso posto dove generazioni di spettatori hanno vissuto emozioni identiche, dove hanno applaudito le prime assolute di Tosca e Cavalleria Rusticana, dove hanno pianto ascoltando Maria Callas, Luciano Pavarotti, Beniamino Gigli. Questo senso di continuità storica trasforma la visione dello spettacolo in un atto di partecipazione a una tradizione culturale che attraversa più di un secolo.

L'Orchestra dal Vivo: Una Potenza Sonora Indimenticabile

Per chi sceglie di assistere a uno spettacolo di danza, il Teatro dell'Opera offre la possibilità di vedere il Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato, una delle più grandi étoile italiane. Osservare danzatori professionisti esibirsi dal vivo significa scoprire capacità fisiche che sfidano la comprensione: i salti che sembrano sospendere i ballerini a mezz'aria, le pirouette eseguite con velocità vertiginosa mantenendo un equilibrio perfetto, la forza incredibile nascosta sotto la grazia apparentemente senza sforzo dei movimenti.

Lo Schiaccianoci durante il periodo natalizio, Il Lago dei Cigni con i suoi momenti di pura poesia visiva, Giselle con il suo secondo atto soprannaturale: questi balletti classici acquistano una dimensione completamente diversa quando visti dal vivo. La sincronizzazione perfetta del corpo di ballo, le linee geometriche create dalle formazioni coreografiche, l'espressività dei volti e delle mani che comunicano emozioni senza parole, tutto contribuisce a creare un linguaggio artistico universale che parla direttamente all'anima dello spettatore.

Scoprire Storie Universali Raccontate con Intensità Teatrale

Anche chi non conosce la trama di un'opera può lasciarsi trasportare dalla narrazione teatrale. Le opere del repertorio raccontano storie universali: amori impossibili, tradimenti, sacrifici, redenzioni, vendette. La Bohème parla dell'amore giovane e della crudeltà della povertà, Tosca affronta il conflitto tra arte e potere politico, Carmen esplora la passione distruttiva e la libertà individuale. Questi temi continuano a essere rilevanti oggi come quando le opere furono composte.

La dimensione teatrale dell'opera amplifica l'impatto emotivo della storia. Le scenografie possono essere monumentali o minimaliste, ma sempre efficaci nel creare l'atmosfera necessaria. I costumi trasportano in epoche diverse. Le luci scolpiscono lo spazio scenico creando atmosfere ora cupe ora luminose. Il regista orchestra tutti questi elementi insieme alla musica e ai cantanti per creare una narrazione che coinvolge tutti i sensi simultaneamente. Questa totalità dell'esperienza artistica rende l'opera una forma d'arte unica nel panorama culturale contemporaneo.

Un'Occasione di Eleganza e Raffinatezza

Andare al Teatro dell'Opera offre anche l'opportunità di vestirsi elegantemente e vivere un'esperienza di raffinatezza che la vita quotidiana raramente permette. Sebbene non esista un codice di abbigliamento rigidamente imposto, la maggior parte degli spettatori sceglie di indossare abiti eleganti per rispettare l'atmosfera del luogo e per sentirsi parte di un evento speciale. Questo rituale del vestirsi bene, del prepararsi con cura, contribuisce a creare l'aspettativa e l'eccitazione che precedono lo spettacolo.

Arrivare al teatro, magari cenando prima in uno dei ristoranti eleganti della zona, passeggiare sul tappeto rosso che conduce all'ingresso, sostare nel foyer ammirando gli altri spettatori e l'architettura, tutto questo fa parte dell'esperienza totale. Durante l'intervallo, bere un prosecco o un caffè mentre si discute dello spettacolo con gli accompagnatori crea momenti di socialità raffinata che ricordano epoche passate quando andare al teatro era un evento sociale fondamentale nella vita culturale della città.

Condividere un'Esperienza Collettiva Potente

Assistere a uno spettacolo al Teatro dell'Opera significa anche partecipare a un'esperienza collettiva che crea connessioni invisibili tra tutti i presenti. Quando l'aria finale viene eseguita alla perfezione e il pubblico rimane in silenzio trattenendo il respiro, quando alla fine dello spettacolo la sala esplode in un'ovazione che dura minuti con il pubblico in piedi, quando qualcuno nella platea singhiozza durante un momento particolarmente toccante, si crea una comunità temporanea unita dall'emozione condivisa.

Questa dimensione collettiva dell'esperienza teatrale non può essere replicata guardando uno spettacolo a casa, anche con il migliore sistema audio e video. L'energia che circola tra palcoscenico e platea, la risposta emotiva degli altri spettatori che amplifica la propria, l'eccitazione palpabile durante i momenti più spettacolari, tutto questo crea un'atmosfera unica che rende ogni rappresentazione irripetibile. Due spettacoli della stessa produzione non saranno mai identici proprio perché il pubblico contribuisce con la propria presenza ed energia al risultato finale.

Un Regalo da Fare a Se Stessi e agli Altri

Regalare o regalarsi un biglietto per il Teatro dell'Opera rappresenta un dono di valore che va oltre l'aspetto economico. È regalare un'esperienza, un ricordo, un momento di bellezza che rimarrà impresso molto più a lungo di qualsiasi oggetto materiale. Per una coppia, assistere a un'opera romantica come La Bohème o La Traviata può diventare una serata memorabile che rafforza il legame affettivo. Per un genitore che porta il figlio allo Schiaccianoci, significa trasmettere l'amore per l'arte e creare ricordi condivisi che dureranno una vita.

Molte persone che hanno assistito al loro primo spettacolo operistico raccontano di essere rimaste sorprese dall'intensità dell'esperienza, di aver capito finalmente cosa significa l'opera dopo anni di preconcetti, di essere uscite dal teatro con la sensazione di aver vissuto qualcosa di trasformativo. Anche chi non diventerà un appassionato frequentatore abituale avrà comunque vissuto un'esperienza culturale significativa, avrà allargato i propri orizzonti, avrà scoperto una forma d'arte che altrimenti sarebbe rimasta sconosciuta.

Provare almeno una volta a partecipare a uno spettacolo al Teatro dell'Opera di Roma significa quindi aprirsi a un mondo di bellezza, emozione e arte che ha il potere di arricchire profondamente la propria vita. Non si tratta di essere o diventare intenditori, ma semplicemente di permettere a se stessi di vivere un'esperienza umana fondamentale: quella di essere mossi fino alle lacrime dalla bellezza creata dall'ingegno artistico umano al suo più alto livello.

Domande Frequenti

Il Teatro dell'Opera di Roma è il principale teatro lirico della capitale italiana e una delle istituzioni musicali più importanti d'Europa. Nato come Teatro Costanzi alla fine dell'Ottocento, ospita oggi una ricca stagione di opere liriche, balletti e concerti sinfonici, oltre a una stagione estiva alle Terme di Caracalla in uno scenario archeologico unico.

Il Teatro dell'Opera di Roma si trova in Piazza Beniamino Gigli 1, vicino a Piazza della Repubblica e alla Stazione Termini. È facilmente raggiungibile con la metropolitana linea A (fermate Repubblica o Termini), con numerosi autobus che percorrono Via Nazionale e con taxi che possono fermare direttamente davanti all'ingresso.

La programmazione comprende grandi opere liriche di Verdi, Puccini, Mozart, Wagner e altri compositori, balletti classici e contemporanei, concerti sinfonici e recital di canto. Durante l'estate il teatro propone una stagione all'aperto alle Terme di Caracalla con produzioni spettacolari pensate per valorizzare il contesto archeologico.

I biglietti possono essere acquistati online sul sito ufficiale del Teatro dell'Opera di Roma, tramite i circuiti di vendita autorizzati oppure presso la biglietteria in Piazza Beniamino Gigli. Sono previsti abbonamenti stagionali, formule flessibili e riduzioni per giovani, studenti, over 65, gruppi e alcune categorie convenzionate.

Sì, il teatro propone titoli accessibili anche ai neofiti e iniziative dedicate a bambini e ragazzi, come spettacoli ridotti, recite pensate per le scuole, visite guidate e laboratori. Produzioni come Lo Schiaccianoci nel periodo natalizio o alcuni balletti di repertorio sono particolarmente apprezzate dalle famiglie perché uniscono musica, danza e una forte componente visiva.